Picasso, Renoir, Mirò, Kandinsky, Monet, Pollock, Cezanne, Mondrian, Leger, Rothko, Ernst, Klee: questi sono solo alcuni dei nomi dei 50 artisti i cui capolavori saranno esposti alle Scuderie del Quirinale dal 4 marzo al 5 giugno 2005.
La mostra è un appuntamento imperdibile per chi ama l’arte del Novecento. Il catalogo raccoglie opere famose come Palazzo Ducale di Claude Monet, Paysage enneigé di Vincent van Gogh, L’Italienne di Henri Matisse, Violin et palette di Georges Braque ma anche Les fumeurs di Fernand Léger, oltre a sei Kandinsky, tre Picasso, tre Mondrian, due Chagall, quattro Delaunay, tre Mirò, tre Pollock, due Rothko e due grandi Warhol che accompagneranno il visitatore attraverso un vero e proprio viaggio per capolavori nella storia dell’arte del secolo scorso.
Dai musei Guggenheim di New York, Bilbao e Venezia arriveranno nella capitale, per la prima volta nella stessa sede, parte dei quadri che Solomon e Peggy Guggenheim, zio e nipote, cercarono, amarono e acquistarono nel corso di una vita e che la Fondazione Solomon R. Guggenheim ha ulteriormente completato con successive acquisizioni.
Solomon Guggenheim nasce nel 1861 a Filadelfia da una famiglia di origine svizzera. Padre e nonno avevano creato una fortuna con l’industria mineraria. Sposato con Irene Rothschild, inizia ad acquistare opere d’arte, ma tutto cambia quando Irene commissiona il ritratto del marito alla giovane pittrice Hilla von Rebay, baronessa Rebay von Ehrenwiesen. Giunta a New York con il sogno di convincere i grandi mecenati a credere nell’Arte Non Oggettiva, sua personale visione dell’arte astratta, derivata dalla Teosofia di Steiner cui si ispirava anche Kandinsky, diventerà presto la consulente artistica di Solomon e dal 1929 porterà i coniugi Guggenheim nel primo di numerosi viaggi in Europa in visita agli ateliers di artisti.
In questi anni entrano a far parte della collezione alcuni dei capolavori in mostra alle Scuderie come il Soldat boit di Chagall, in cui l’artista ricorda i soldati russi che partivano per la guerra russo-giapponese o il Kandinsky di Several Circles che Solomon acquisterà nel 1937 insieme a molte altre opere dalla svendita nazista di “arte degenerata” ma anche opere pienamente figurative come la Grande salle à manger di Bonnard, o Les Artilleurs di Rousseau o il Cezanne Homme aux bras croisés.
Nel 1937 dopo aver costituito la Fondazione che porta il suo nome, Solomon passa alla creazione di un museo e nomina curatrice Hilla von Rebay. Nel 1939 apre una sede provvisoria sulla 53ma Est: il Museo di Arte Non Oggettiva ed il 21 ottobre 1959 aprirà sulla Quinta Strada la sede-capolavoro di Frank Lloyd Wright.
Peggy (1898-1979) nasce a New York da Benjamin Guggenheim (fratello di Solomon) e Floretta Seligman. Negli anni Venti è protagonista della vita mondana e culturale di Parigi e ben presto inizierà la propria collezione di opere d’arte seguendo le indicazioni di Marcel Duchamp. Nel 1938 apre a Londra la galleria Guggenheim Jeune e l’anno successivo espone la prima personale di Kandinsky nel Regno Unito: trentasette opere dal 1909 al 1937 con l’introduzione al catalogo di André Breton. Nel 1939 chiude Guggenheim Jeune ma continua a collezionare capolavori d’arte Astratta e Surrealista, anche dopo il matrimonio con Max Ernst. Il suo motto era “comprare un’opera al giorno”.
Di questo periodo si potranno ammirare a Roma capolavori quali Velocità astratta e rumore di Balla, forse parte di un trittico di cui si sono perse le tracce, o Le soleil dans son écrin di Tanguy in cui si fondono le linee di demarcazione fra cielo e terra in un paesaggio lunare, ma anche Le Baiser del marito Max Ernst in cui si ritrovano richiami alla Madonna e Sant’Anna di Leonardo che Freud – uno degli autori fondamentali per i Surrealisti – aveva analizzato in chiave psicosessuale.
A causa della seconda guerra mondiale, Peggy e la famiglia si trasferiscono in America nel 1941e nell’ottobre 1942 Peggy apre Art of this Century, un museo-galleria sulla 57ma Ovest. In questo periodo scopre la Scuola di New York e in particolare Jackson Pollock è l’autore che più di ogni altro Peggy proteggerà in questo periodo, acquistandone la quasi totalità della produzione. In mostra Pollock sarà presente con tre opere tra cui il famoso Ocean Greyness, uno dei suoi ultimi grandi lavori, in cui degli occhi allucinati fuoriescono dal magma pittorico e di cui Pollock ebbe a dire “quando si dipinge con il subconscio è inevitabile che emergano delle figure”.
Finita la guerra Peggy torna in Europa e si stabilisce a Venezia, a Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande realizzando il sogno di un museo tutto suo che diresse fino alla morte, nel 1979. Tre anni prima aveva trasferito la collezione del museo e la proprietà dello stesso Palazzo alla fondazione che porta il suo nome.
La Fondazione Guggenheim continuerà il lavoro intrapreso dal suo fondatore, in particolare con la donazione della collezione Thannhauser che porterà in dote capolavori dell’impressionismo e del primo Novecento quali La femme à la perruche di Renoir, la Fernande à la mantelle noire e la Femme aux cheveux jaunes di Picasso, la Femme en robe de soirée di Manet che – come si potrà vedere alle Scuderie - completano in maniera superba le raccolte più marcatamente cubiste, astratte o surrealiste di Solomon e Peggy Guggenheim.
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Capolavori del Guggenheim Il grande collezionismo da Renoir a Warhol Scuderie del Quirinale, Roma Dal 4 marzo al 5 giugno 2005 |