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Il Male. Esercizi di pittura crudele

La Palazzina di Caccia di Stupinigi di Torino è sede di un grande evento culturale, un'esposizione spettacolare e inedita.

Per diverse ragioni, si tratta di un evento unico: sono esposte 180 opere - da Beato Angelico a grandi nomi del Novecento come Balthus e Schiele fino ai contemporanei come Music e Kokocinski - che testimoniano la presenza nell'arte europea del Male in tutte le sue diverse manifestazioni: come dolore fisico, quotidiano o straordinario qual è quello dei martirii e delle uccisioni sadiche; come mistero, nelle sue manifestazioni mostruose o legate a un destino di morte; come peccato, in una religiosa prospettiva di punizione ed espiazione. Una sezione particolare è destinata al concetto del Male come tratto fisiognomico in una galleria di ritratti di personaggi malvagi, sfigurati, deformi, condannati a morte o dalla damnatio memoriae.

La mostra e il catalogo che l'accompagna individuano negli anni di Antonello da Messina il punto di partenza della rappresentazione del Male nell'uomo, quando nell'arte, al principio del Quattrocento, irrompe l'individuo con le sue debolezze: proprio sul ritratto di Antonello da Messina del Museo Mandralisca di Cefalù, come per uno sfogo irrazionale e incontrollabile, si è scaricata l'ira di un nemico misterioso che lo ha insistentemente sfregiato. A luce radente, il dipinto appare attraversato da impietosi graffi, che ne hanno lacerato la superficie. L'autore dell'aggressione è più che un vandalo: un duellante, un antagonista forse un esorcista, che vedeva in quel volto il Male. Anche nell'altro anonimo ma individuatissimo ritratto di Antonello in Palazzo Madama, a Torino, si legge la furbizia, l'inganno, l'inclinazione alla frode, che ne fanno, ancor più, un modello negativo.

Il Male dell'epoca precedente ad Antonello si manifestava ancora in uno scenario medievale, in un immaginario infernale popolato da mostri, demoni, dannati e peccatori, ma dove l'uomo reale è assente. Hieronymus Bosch e Antonello, ciascuno a suo modo, trasportano il Male nella vita quotidiana.

Tra le testimonianze di questo spirito spiccano, nel Quattrocento, dipinti di Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Beato Angelico e Taddeo di Bartolo; nel Cinquecento le opere di Tiziano, Lorenzo Lotto, Annibale e Agostino Carracci, Bartolomeo Passerotti; nel Seicento i capolavori di Caravaggio, Artemisia Gentileschi, Jusepe de Ribera, Paolini, Domenico Fetti, Bernardo Strozzi, Giuseppe Vermiglio, Tanzio da Varallo, Salvator Rosa, Mattia Preti e la straordinaria Medusa di Rubens; nel Settecento i dipinti di Ghezzi, Magnasco, Ricci, Gandolfi, Füssli, Bonomini, Fra' Galgario. Tra le opere che rappresentano il Male nell'arte dell'Ottocento emergono i capolavori di William Blake. Il Novecento, secolo di Freud, età della proiezione di incubi e sogni, era dell'interpretazione di ansie ed inquietudini, è rispecchiato in opere di grandi maestri come Wildt, Viani, Sironi, Pirandello, Bacon, Munch, Balthus ed Andy Warhol, ma anche di maestri meno conosciuti, come Baccarini, Boncinelli e Ferrazzi. Dal Novecento giungiamo ai contemporanei con Music, Ferroni, Kokocinski, Sughi, Bottoni, Schmidlin, Martinelli e Margherita Manzelli.

Per l'occhio contemporaneo, però, il concetto del Male e le sue inquietanti manifestazioni evocano altri strumenti di comunicazione che non siano solo la pittura. Una seconda parte della mostra, complementare alla sezione pittorica, si svolge presso il Museo Nazionale del Cinema della Mole Antonelliana di Torino, istituzione unica nel suo genere in Italia e tra le più importanti in Europa. Questa seconda sezione propone esempi della cinematografia legata agli stessi concetti del Male, considerando che l'immaginario popolare del Novecento è passato attraverso il cinema ancor più che sulla tela. In questa prospettiva Vittorio Sgarbi ha progettato una prosecuzione della mostra che contempla la fotografia e il fumetto, oltre al cinema, prendendo in considerazione le forme d'arte più vicine alla sensibilità e alla percezione dell'uomo contemporaneo.

La mostra vuole dunque proporsi come una grande retrospettiva sul Male, ponendoci dinnanzi, da un lato, alle eterne paure inconsce; dall'altro, alle efferatezze, alle ambiguità e alle dicotomie del nostro passato di uomini. Un intenso viaggio nella parte oscura dell'animo umano.

Per i possessori della Carta Rossa Club Skira il catalogo della mostra è disponibile a: tomo I 33,00 euro anziché 35,00 euro, tomo II 33,00 anziché 35,00. Sconto del 20% su tutte le pubblicazioni Skira.



NOTIZIE UTILI

Il Male. Esercizi di pittura crudele
Dal 26 febbraio al 26 giugno 2005
Palazzina di Caccia di Stupinigi, Torino
Orari: tutti i giorni inclusi i festivi: martedì, mercoledì, venerdì e sabato 9.00 – 19.00, giovedì 9.00 – 22.00, domenica 9.00 – 20.00; lunedì chiuso ad esclusione di lunedì 28 marzo e di lunedì 25 aprile
Ingresso: intero 9,00 euro; ridotto e gruppi 6,00 euro; scuole 4,00 euro.

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