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JEAN DUBUFFET 1978-2018. Coucou Bazar 40 anni dopo

Torino: conversazione tra Martina Mazzotta e Frédéric Jaeger, curatori della mostra, e Ezio Gribaudo
Data Luogo
24 gennaio 2019
ore 18:00
Torino
Accademia Albertina, Salone d'onore Via Accademia Albertina, 6

Giovedì 24 gennaio 2019 ore 18.00
TORINO, ACCADEMIA ALBERTINA
Salone d’onore – Via Accademia Albertina 6 Torino

La Fondazione Palazzo Magnani
in collaborazione con l’Accademia Albertina, presenta:
JEAN DUBUFFET
1978-2018. Coucou Bazar 40 anni dopo
 
I curatori della mostra, Martina Mazzotta e Frédéric Jaeger, in conversazione con Ezio Gribaudo che con Dubuffet lavorò attivamente per la storica realizzazione del grande “quadro animato” messo in scena dalla Fiat, nel 1978, nel Palazzo della Promotrice del Valentino.
 
 
La grande mostra dedicata a Jean Dubuffet, ospitata nelle sale di Palazzo Magnani a Reggio Emilia, sta ottenendo immensi consensi di critica e di pubblico, in Italia come all’estero.
Si tratta di un’occasione unica per conoscere a fondo tutta la parabola creativa di un protagonista assoluto del Novecento, meno noto di altri grandi, un vero e proprio “uomo orchestra” che questa mostra dal taglio transdisciplinare celebra quale pittore, incisore, scultore, pensatore, scrittore, musicista e collezionista (nonché inventore del termine “art brut”). La mostra illustra tutti i cicli che ne hanno accompagnato la vita d’artista, avviata in età già matura, nel 1942, dopo una florida carriera nel commercio di vini.
Nel 1971, nel pieno fermento del ciclo dell’Hourloupe (1962-1974) nasce l’opera che riassume in sé la complessità delle posizioni maturate in tre decenni di carriera artistica da Dubuffet, la sua vera e propria Gesamtkunstwerk (opera d’arte totale). Coucou Bazar è una sorta di spettacolo sinestetico, una commistione di generi che spaziano dal teatro popolare, al teatro orientale, alla danza. L’artista ne costruisce gli elementi mobili da palcoscenico (praticables) e progetta una serie di costumi destinati ad attori, danzatori o modelle. Tuttavia l’artista non sa se assecondare il linguaggio o gli schemi propri del teatro, o inoltrarsi in un non-genere inclassificabile. Opta dunque per denominare l’impresa tableau animé (quadro animato). Molteplici sono le possibili connessioni con Beckett, Ionesco, Brecht o Artaud, con il quale Dubuffet era in stretto contatto. Anche con l’attualità più sperimentale emergono analogie lampanti: con gli happening del Living Theatre, ad esempio. Si tratta tuttavia, come accade in Dubuffet, di un’opera autre (altra), che si colloca in uno sua propria dimensione originale.
Lo spettacolo fu rappresentato al Guggenheim Museum di New York nel 1973 e subito dopo al Gran Palais di Parigi, con la collaborazione di scenografi e musicisti professionisti.
Nel 1978, grazie alla Fiat, venne messo in scena a Torino. Quest’ultima fu la rappresentazione più totale per l’artista, giacché in questo caso egli ne scrisse di persona anche l’accompagnamento musicale. Ezio Gribaudo, collezionista e amico di Dubuffet, ricoprì un ruolo fondamentale nella realizzazione del progetto italiano. In conversazione con Martina Mazzotta e Frédéric Jaeger, curatori della mostra, Ezio Gribaudo racconterà al pubblico i retroscena della storica impresa.

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