a cura di Simona Bartolena
Carla Maria Maggi ha dipinto soltanto pochi anni, prima di decidere di abbandonare la strada dell’Arte, nonostante le sue opere rivelassero già un talento promettente. Con questa decisione (quanto sofferta non sapremo mai) Carla Maria Maggi rientrava nelle logiche di una società che non ammetteva che una donna onesta – buona moglie e madre attenta – potesse essere anche una pittrice di professione. […] È lì, nella casa di campagna di famiglia, a Cuvio, che con una determinazione sorprendente Carla Maria non si limita a riporre i pennelli e i colori, ma chiude anche tutti – o quasi – i propri quadri in un luogo lontano dagli sguardi indiscreti (compreso il suo): la soffitta. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore, si dice, e forse Carla Maria voleva proprio questo, chiudere l’esperienza felice ma ormai passata per cambiare vita, lasciando che la pittura, che forse avrebbe potuto trasformarsi per lei in una professione e regalarle molte soddisfazioni, diventasse invece un dolce ricordo, l’amabile ma effimero divertissement di una ragazzina creativa e spigliata, una ragazzina che ora doveva diventare adulta, sposarsi e pensare alla sua nuova famiglia. […] È il 1997: Carla Maria, un’anziana signora di bella presenza, si trova improvvisamente proiettata nel proprio passato. Sfugge alle domande, evita l’argomento. Poi comincia a ricordare e a raccontare. Lo fa ripescando nella sua memoria e nel suo cuore, un po’ spaventata, un po’ orgogliosa. E i riconoscimenti cui aveva dovuto rinunciare in gioventù arrivano, inaspettati, nella vecchiaia. Suo figlio Vittorio – all’inizio quasi per gioco, poi sempre con maggior convinzione – ha deciso di rendere giustizia a una pittrice di talento e a una donna (e madre) meritevole, restituendo a Carla Maria Maggi ciò che il passato le aveva tolto. […] A stupire è anche la qualità delle opere, sia le tele – che peraltro lasciano intravedere una crescita stilistica che avrebbe certo trovato ulteriori sviluppi nel tempo – sia i disegni. Sorprende anche la disinvoltura con cui la giovane pittrice si è mossa nel più ampio spettro di soggetti: dalle composizioni floreali ai nudi fino ai ritratti. Con poche opere Carla Maria ha tracciato un percorso di notevole spessore, dimostrando talento e un’innegabile fiducia nelle proprie possibilità. (dal saggio Carla Maria Maggi: una pittrice ritrovata di Simona Bartolena)
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