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Luigi Broggi

La storia delle professioni in Italia negli ultimi decenni ha ampiamente ridotto il ritardo che la separava dai risultati della più importante produzione scientifica internazionale, come testimoniano importanti studi, numerosi convegni, nonché la creazione di centri di ricerca finalizzati ad approfondire i molteplici aspetti della storia delle professioni e dei professionisti tra età moderna e contemporanea. Tuttavia, nonostante questo importante sforzo storiografico, rimangono ancora valide definizioni quali “inafferrabile, sfuggente, ambigua” riferite all’identità del mondo professionale, anche a causa della complessità delle questioni metodologiche e interpretative sollevate da un lavoro di scavo ancora in cantiere.
Fondamentale appare, in questo senso, il recupero delle fonti e della documentazione riguardante la fisionomia individuale e le dinamiche cetuali del professionismo in età moderna e contemporanea, grazie a un’indagine capillare negli archivi pubblici, ma soprattutto nelle carte private e nei fondi familiari. Solo attraverso l’accumulo di informazioni, testimonianze e immagini, relative alle generazioni di professionisti che hanno costruito l’identità culturale e la struttura produttiva degli stati preunitari e, in seguito, dell’Italia unita, si potrà dare il via a ricerche comparative che analizzino l’evoluzione delle professioni tra età moderna e contemporanea, ovvero la loro formazione, il loro potere, la loro diffusione, la loro dispersione. Risulta dunque assai utile, sia sotto il profilo strumentale, sia dal punto di vista scientifico, costruire repertori a livello locale, regionale e nazionale, sulla fisionomia e sulle trasformazioni dei professionisti (grazie all’analisi di fonti archivistiche e bibliografiche in gran parte ancora inesplorate), ma anche recuperare e rendere disponibili testimonianze e percorsi individuali, promuovendo lo studio di epistolari e memorie.
La pubblicazione del diario e dei resoconti di viaggio dell’architetto milanese Luigi Broggi (1851-1926) vuole, dunque, offrire un documento di notevole importanza per la ricostruzione del formarsi di quella cultura politecnica, nella quale la Lombardia ha giocato un ruolo centrale nel contesto nazionale ed europeo. La parabola umana e professionale di Broggi fornisce, infatti, un esempio importante per l’analisi di numerosi aspetti della fisionomia complessa del professionismo milanese e lombardo tra Otto e Novecento, quali la formazione universitaria e l’apprendistato professionale, i profili e le competenze che le professioni andarono assumendo nella fase dello sviluppo manifatturiero e industriale, i nessi tra professioni, politica e società. Sotto quest’ultimo profilo, la rappresentazione della realtà milanese potrà presentare dati di originalità, per il particolare rapporto tra professioni, processo risorgimentale e nation building, declinatosi tanto nell’appartenenza allo schieramento democratico, quanto a quello liberal-moderato, mosso da una pragmatica inclinazione riformatrice.