trattini-banner.gif
Anteprima 2010
Mostre in corso
Offerte Speciali
 



  
Le cartoline di Casabella. 1982-1996

Prefazione di Vittorio Gregotti

Questo originale volume presenta 129 cartoline inviate da Jacques Gubler a Myriam Tosoni (la bravissima segretaria di redazione di "Casabella") dal 1982 al 1996: frammenti di rara acutezza, accompagnati da una sottile ironia nei confronti della relazione tra società e cultura, commenti che hanno accompagnato "Casabella" durante la direzione di Vittorio Gregotti.

Come spiega lo stesso Gregotti: "Le prime cartoline sono dedicate a La Chaux-de-Fonds ed indirettamente all'ambiente in cui si forma Charles-Édouard Jeanneret: è un'introduzione al suo interesse di ricavare dall'esistenza di oggetti tecnici e artigianali un angolo di visione della modernità; sono gli ingegneri ed il loro contributo "letterario" si potrebbe dire, a porre, sovente senza saperlo, interrogativi inquietanti. Ne deriva un catalogo di contributori sconosciuti alle tecniche moderne, inventori, artigiani, costruttori, carpentieri, falegnami (come nella cartolina 99 quando parla dell'utopia saintsimoniana di Léon Jamin), cementatori; tutti costruttori di un nuovo pittoresco... Al tema dell'invenzione del restauro (e del restauro del moderno) sono poi dedicate molte riflessioni, sino alla ricostruzione provvisoria della sagoma del campanile della chiesa di San Francesco ad Aosta (nei termini non del tutto "innocenti" come i tubi con cui è fissata). In alcuni casi diverse cartoline sono legate tra loro in quanto appunti per una medesima storia, come le quattro cartoline che sintetizzano la storia di Newark a partire dal 1666, o quelle che descrivono la Ginevra dell'inizio del XX secolo.
In molte cartoline poi le problematiche poste si trasformano in indovinelli, che rivelano le fatali doppiezze dei comportamenti di architetti ed istituzioni.
Naturalmente tutto questo è possibile perché Jacques Gubler è uno storico degli ultimi due secoli (ma non disdegna certo il Rinascimento) filologicamente quasi imbattibile, con una conoscenza dei documenti che trasferisce alla formazione della modernità le metodologie di studio che gli storici dell'arte antica utilizzano sulle ricerche d'archivio. "Archiviare, criticare ed esibire", egli scrive a commento di un bel disegno di interni del 1923 di Louis H. De Koninck, architetto belga del movimento moderno (inventore anche di una tegola prefabbricata in cemento) ma la massima potrebbe servire anche per le immagini del secondo Crystal Palace costruito da Paxton a Sydenham tre anni dopo il celeberrimo modello.

Dalle cartoline si può anche risalire al vagabondare di Jacques Gubler dagli Stati Uniti, all'Inghilterra, alla Germania: da ognuno di questi luoghi spedisce alcune autentiche cartoline di viaggio. Dall'Argentina invia due diverse cartoline su Borges, sulla casa ponte di Amancio Williams e sul lavoro dell'architetto razionalista Wladimir Acosta. Da Parigi provengono le cartoline sulla casa di Tzara progettata da Loos e sulla "forza cubica" della casa di Pierre Boudriot del 1926, o le considerazioni sul valore del negativo fotografico: peraltro al valore interpretativo della fotografia Gubler dedica qui molte osservazioni.

La passione di Gubler per Viollet-le-Duc emerge sovente, resa evidente quando scrive dei disegni dedicati al "Massif du Mont Blanc" ed alla paradossale ma significativa proposta del suo restauro. Raccomanda poi all'attenzione del lettore le pitture di Joseph Stella dei primi anni venti, il disegno per un camino di Victor Hugo del 1860, il tema della pittura murale tra Kiesler e Arshile Gorky (murali senza pareti), il disegno "Eine Treppe" del poeta Kurt Tucholsky, o la presenza del ritratto di Rousseau sul frontespizio del "Plan géométrique de la ville de Bienne"; cita infine, a proposito dell'ombra dello Zeppelin sulla Svizzera del 1929, il motto di Baudelaire "Tuffarsi nella folla e mantenere lo sguardo distaccato" e scrive del "voyeurismo criptico", conseguenza dell'invenzione dei raggi Röntgen.
La cartolina dedicata al passaggio di mano della rivista "Archithese" - dove secondo Gubler "l''archi' galleggia e dà l'addio alla tesi", potrebbe essere anche la metafora della fine della collaborazione sua e mia a "Casabella".
Ai saluti alla signora Tosoni infine, posti in chiusura di ogni cartolina e continuamente variati, si dovrebbe dedicare un intero saggio: basterà citare "La prego di accettare i miei sentimenti aviatori di sicuro atterraggio, chiudendo gli occhi". Il volume è disponibile presso il bookstore di via Torino 61 a Milano e dal 22 febbraio 2006 in tutte le librerie italiane.