trattini-banner.gif
Anteprima 2008
Mostre in corso
Remainders
La sigla Skira rappresenta probabilmente il più antico e glorioso marchio nella storia dell’editoria d’arte internazionale.

 
1928
Fondata da Albert Skira a Losanna nel 1928, la casa editrice fu poco dopo trasferita a Ginevra dove conservò la propria sede centrale per oltre sessant’anni. Leggendarie le sue prime edizioni, le Metamorfosi di Ovidio, illustrate da Pablo Picasso con trenta incisioni originali e le Poésies di Stéphane Mallarmé accompagnate da ventinove gravures di Henri Matisse.
 
1930
Negli anni Trenta Skira apre una sede a Parigi, e la casa editrice diventa il punto di incontro delle grandi personalità artistiche di quegli anni e dei Surrealisti in particolare. Nasce così "Minotaure", mitica rivista condotta da André Breton e Paul Eluard, che pubblica le opere di Pablo Picasso, Henri Matisse, Marcel Duchamp, Salvador Dalí, Joan Miró, René Magritte, ma anche i primi scritti di Jacques Lacan, e le fotografie di Man Ray e Brassaï.
 
1948
Negli anni della Seconda guerra mondiale l’attività è forzatamente ridotta, ma nel 1948 la casa festeggia il ventennale e Henri Matisse disegna la copertina del catalogo, una testa di donna che diventerà una sorta di marchio “ufficioso” di Skira.
 
1950
Gli anni Cinquanta e Sessanta sono segnati dal grande decollo della casa editrice sulla scena internazionale. Nascono i famosi Grandi Libri con le tavole applicate, riprodotte e stampate a un livello di qualità impensabile per quegli anni. Il rinnovamento iconografico è spettacolare, ma anche l’articolazione e l’ambizione delle collane è straordinaria: dalle grandi storie della pittura italiana, francese, fiamminga, ai tesori delle civiltà orientali, all’attenzione per i fenomeni emergenti del contemporaneo, come l’affermarsi della grande arte americana, da Willem de Kooning a Jasper Johns.
Tra gli autori ci sono i massimi storici dell’arte del momento, da Lionello Venturi, a André Chastel, a Giulio Carlo Argan ma anche letterati e poeti come Louis Aragon, Roland Barthes e Jacques Prévert. Il caratteristico marchio con le maiuscole allungate è diventato ormai una sorta di “denominazione di origine controllata”: nessuno sulla scena internazionale regge il confronto. Skira pubblica in tutte le lingue con proprio marchio e questa sigla multinazionale diviene nel mondo il simbolo stesso del libro d’arte di qualità.
 
1973
Albert Skira muore prematuramente nel 1973. La moglie Rosabianca, figlia di Lionello Venturi, cerca di continuarne l’opera, riproponendo gli stessi meccanismi che avevano decretato il successo della casa editrice nel suo periodo di massimo fulgore. Manca, però, la spinta innovatrice del fondatore, inoltre, il mondo dell’editoria internazionale si stava profondamente trasformando dal punto di vista progettuale, tecnologico, distributivo. La casa editrice perde progressivamente la propria “unicità” e anche se il marchio conserva nel mondo il suo storico prestigio, le dimensioni e le ambizioni della casa si riducono significativamente. Il controllo della società passa dalla famiglia a Flammarion e successivamente al gruppo svizzero Edipresse, che lo ricede nuovamente alla famiglia.

1996
Ed è dalla famiglia che nel 1996 Massimo Vitta Zelman e Giorgio Fantoni (già azionisti di maggioranza del gruppo Electa Einaudi, poi ceduto a Mondadori) acquistano Skira, progettandone il rilancio in grande stile. La società ginevrina si trasforma in holding, pur conservando anche attività editoriali in ambito svizzero. Il quartier generale viene trasferito a Milano nel cinquecentesco Palazzo Casati Stampa e da qui prende le mosse la nuova stagione della casa editrice.
Nell’arco di cinque anni la casa editrice passa da meno di dieci novità all’anno a oltre duecento. Skira riprende a pubblicare in più lingue, riaffermando l'internazionalità della sigla che ne aveva fatto il primo editore realmente sovranazionale.
La costruzione della linea editoriale si avvale di grandi consulenti, dal compianto Federico Zeri a Carlo Bertelli, da Vittorio Gregotti a Germano Celant.
Nasce una linea di Grandi Libri, che uniscono allo spessore scientifico una particolare qualità editoriale, frutto di ricerche innovative sul piano dei materiali e delle tecniche di riproduzione. Alle arti visive, tradizionale area di indagine della casa editrice, si affiancano con pari importanza l’architettura, il design, le arti applicate.
Particolare attenzione viene riservata alle arti primitive ed extraeuropee, alle quali è dedicata una grande collana internazionale. Prendono vita tre collane di saggistica: la Biblioteca d’arte, la Biblioteca di Architettura e gli Skira paperbacks, agili e fortunati strumenti dedicati al moderno e al contemporaneo. Gli Archivi dell’Arte moderna ospitano i grandi cataloghi ragionati degli artisti dell’Ottocento e del Novecento. Centrale rilevanza assume, in questo ambito, l’alleanza tra Skira e l’Institute Wildenstein di Parigi per la pubblicazione di fondamentali Catalogues raisonnés dedicati a Paul Gauguin, Albert Marquet, Édouard Vuillard, Camille Pissarro.
La casa, infine, si afferma prepotentemente nel campo delle grandi mostre, assicurandosi il versante editoriale di molti dei massimi eventi espositivi del periodo, tra cui le grandi monografiche dedicate a Giambattista Tiepolo, Lorenzo Lotto, El Greco, Gian Lorenzo Bernini, Pieter Bruegel il vecchio, Sandro Botticelli e Raffaello, le antologiche di Edvard Munch, Amedeo Modigliani, René Magritte, Marc Chagall, Ernst Kirchner e le rassegne dedicate ai Longobardi, al Rinascimento e al Novecento italiano.
La grande specializzazione dello staff Skira e la capacità di coniugare qualità editoriale e tempestività di intervento, fanno della casa editrice l’interlocutore naturale e abituale di molte istituzioni italiane ed estere

2002
Nel 2002 Skira e il gruppo Rizzoli Corriere della Sera perfezionano un importante accordo societario e di collaborazione. RCS entra con una quota pari al 24 per cento nella holding Skira di Ginevra. Skira affida a Rizzoli la distribuzione dei propri libri sul mercato italiano e americano.
Il Corriere della Sera affida a Skira lo sviluppo di una linea di prodotti librari di contenuto artistico, da diffondere in edicola con il giornale.
La serie Classici dell'Arte
Rizzoli Skira ottiene uno straordinario successo di pubblico, con punte di oltre 300.000 copie a titolo. Skira e Corriere della Sera operano altresì affiancati nel settore dei grandi eventi artistici, di cui Skira è il principale editore e il Corriere della Sera il principale media partner.


Skira oggi
Alla fine del 2006 la liaison societaria con RCS MediaGroup si è ulteriormente rafforzata.
La partecipazionedi Rcs nel gruppo Skira è salita al 48%.
Antonello Perricone, amministratore delegato di Rcs, presiede la holding Skira di Ginevra, di cui è presidente onorario Giorgio Fantoni.
Massimo Vitta Zelman, che controlla il 52% del gruppo, è consigliere delegato della holding e presidente di Skira editore s.p.a.
La casa editrice pubblica ogni anno circa 300 novità e una sessantina di ristampe.
Il mercato italiano resta quello principale, ma circa un terzo del fatturato del gruppo proviene dalle linee di lingua straniera e dai rapporti con grandi istituzioni artistiche internazionali.
Le arti visive restano l'ambito di riferimento principale dell'attività editoriale, nella quale spiccano la collana Grandi libri e la linea di cataloghi ragionati degli artisti moderni e contemporanei, insostituibile reference per gli studi, il collezionismo ed il mercato.
Ad essi si affiancano collane di saggistica (Biblioteca d'arte, Skira paperbacks, Art stories), guide artistiche e cataloghi di importanti collezioni pubbliche e private.
Grande sviluppo ha preso, anche sul piano internazionale, la linea di architettura, con due collane dedicate ai protagonisti ed una di saggi storico-critici e sempre crescente è l'attenzione alle arti decorative, al design e alla moda.
La case editrice sta facendo altresì il suo ingresso organico nel campo della fotografia, destinato a diventare un altro dei filoni portanti del programma internazionale.

Skira, una sigla sopranazionale
Tra le caratteristiche storiche della casa editrice Skira un posto importantissimo è occupato dalla scelta ante litteram di non identificarsi con un’unica nazionalità e di non cedere a coeditori stranieri i diritti dei propri libri, ma di pubblicare nelle lingue principali con il proprio marchio, imponendolo come una sigla sopranazionale.
Skira dispone oggi di un programma editoriale multilingue o, per meglio dire, di distinti programmi editoriali, corrispondenti ad altrettante aree geografiche e linguistiche di intervento.
La linea in lingua italiana è numericamente la più corposa, comprende fra l’altro i cataloghi delle maggiori mostre italiane, ed è distribuito capillarmente in libreria dalla rete Rizzoli.
La linea in lingua inglese è la seconda per importanza, comprende oltre trenta novità all’anno ed è distribuita nel Nord America da Rizzoli New York, che si avvale della potente rete diffusionale di Random House.
In tutto il resto del mondo la distribuzione è affidata a Thames & Hudson, tradizionale alleato e partner di Skira in molte imprese editoriali, il cui network, governato da Londra, comprende filiali in ogni parte del mondo, dal Sud Africa alla Malesia, all’Australia.
La linea in lingua francese, ritenuta fondamentale anche per quella che è stata la storia passata della sigla Skira, si avvale di una partnership distributiva con Flammarion.
Il programma di lingua tedesca trae particolare linfa dai rapporti organici di Skira con alcune grandi istituzioni artistiche, prima tra tutte il Kunsthistorisches Museum di Vienna ed è distribuita anche in Germania da Thames & Hudson.
Più occasionali, ma prestigiose, le iniziative Skira in lingua spagnola e portoghese, eminentemente legate, per il momento, al versante editoriale di importanti manifestazioni artistiche a Madrid, Barcellona, Bilbao, Lisbona. La distribuzione in quest'area è affidata a Unedisa.

Un editore per le grandi mostre, in Italia e nel Mondo
Un discorso a parte merita l'attività legata ai grandi eventi artistici, ambito nel quale la sigla Skira si è imposta come leader indiscusso in Italia e tra i maggiori protagonisti a livello internazionale.
Oltre cento cataloghi Skira raggruppano ogni anno altrettante rassegne in Italia e all'estero.

Un team specializzatissimo mette a disposizione degli organizzatori un'esperienza unica nel campo della progettazione, della realizzazione e della commercializzazione dell'apparato editoriale e grafico di una manifestazione artistica nonché nella comunicazione e promozione degli eventi stessi.
Un apposito department si dedica, nel gruppo, all'organizzazione ed alla produzione di eventi, tanto progettando autonomamente, quanto affiancando le istituzioni pubbliche italiane nel coordinamento realizzativo e nell'offerta al pubblico di rassegne di particolare complessità e prestigio.
 
Skira ha accompagnato con i propri cataloghi eventi italiani quali Il Cinquecento Lombardo, Monet, Novecento. Arte e Storia in Italia, Rinascimento, Rembrandt, la grande mostra dedicata ai Gonzaga a Mantova, Anton Van Dyck a Palazzo Reale a Milano, Botticelli e Filippino a Firenze, Caravaggio e l’Europa a Palazzo Reale a Milano, Veronese al Museo Correr di Venezia, Manet al Complesso del Vittoriano a Roma, solo per citarne alcuni.

Anche all’estero la casa editrice ha curato importanti cataloghi quali Vermeer all’Aja, Bruegel a Vienna, El Greco a Madrid, Atene e Roma, il trittico Evard Munch, Amedeo Modigliani e Marc Chagall a Lugano, Raffaello a Parigi, la Collezione Rau a Parigi e all’Accademia Carrara di Bergamo, Francis Bacon a Basilea, Giorgione al Kunsthistorisches Museum di Vienna, Il Modo Italiano prima a Montréal e Toronto e poi al MART di Rovereto, Titien al Musée du Luxembourg di Parigi e Women in Impressionism alla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen.
Le pubblicazioni Skira continuano con i cataloghi delle mostre alla Triennale di Milano come the Andy Warhol Show, the Keith Haring Show e the Jean-Michel Basquiat Show o al Md’AM di Lugano come Arnaldo Pomodoro, Christo e Jeanne-Claude e Miquel Barceló, delle rassegne per il cinquecentenario della morte di Mantegna, delle attuali mostre di Tamara De Lempicka e Umberto Boccioni a Palazzo Reale a Milano e di quelle di Palazzo Grassi a Venezia, come Where are we going e Picasso.

I cataloghi uniscono qualità scientifica, completezza, spettacolarità, divenendo veri e propri reference book sull’argomento: le mostre passano ma la loro memoria resta legata al catalogo.

I cataloghi ragionati di arte moderna
Fiore all’occhiello della casa editrice i rigorosi cataloghi ragionati ne fanno un saldo punto di riferimento a livello mondiale: riccamente illustrati e accompagnati dalle schede tecniche delle opere questi volumi comprendono la produzione completa dei singoli artisti e costituiscono uno strumento indispensabile per studiosi e collezionisti di tutto il mondo.

Le librerie Skira
I bookshop gestiti da Skira nel circuito artistico italiano, tanto con istituzioni permanenti quanto con interventi appositi in occasione di grandi mostre, non sono più semplici boutiques dell'editore, ma hanno assunto la struttura e l'organizzazione di autentiche piccole librerie specializzate, che non si limitano ad offrire un ampio ventaglio dei prodotti Skira, ma presentano un'attenta selezione di opere di editori italiani e internazionali, con particolare riferimento al genius loci e alle caratteristiche tematiche suggerite dalla collaborazione suggerite dalla libreria stessa.
Alle decine di bookshops creati e gestiti ogni anno per grandi eventi artistici, si aggiungono librerie permanenti a Milano, Venezia, Genova, Mantova, Padova e in altri luoghi chiave del turismo artistico italiano.

 

Torna su


 
 

Disegno originale
di Matisse per i vent'anni della casa editrice Skira (1948)

Albert Skira con
Pablo Picasso nel 1973

Albert Skira in visita all'atelier di Picasso
in compagnia di Kahnweiler (1948)

Matisse verifica la prova
di stampa di una pagina nell'atelier del litografo Fernand Mourlot

Il nuovo marchio, 1995

Il Palazzo Casati Stampa, a Milano, sede centrale del Gruppo Skira

L'ingresso della direzione generale

Uno scorcio del bookstore nell'atrio della sede centrale

Il bookstore di Palazzo Reale, a Milano