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Arte dei numeri

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Arte dei numeri
Arte dei numeri

Letture iconografiche

descrizione
Il numero come ordine, come linguaggio della natura, come iconografia, in un ampio arco cronologico
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“Togli il numero a ogni cosa e tutte le cose periranno” scrive Isidoro di Siviglia alla fine del VI secolo, creando le premesse per quell’“ebbrezza dei numeri” che permeò l’età romanica, alla ricerca spasmodica, soprattutto nell’arte figurativa, dell’ordine numerico come impronta stessa nel mondo sensibile della mano creatrice del Sommo Fattore, secondo l’intuizione di Pitagora.Il numero come ordine, come linguaggio della natura, come sua eleganza, per usare parole di Einstein. Di “ruolo capitale dei numeri nella riduzione all’unità della diversità dell’Universo” parla l’iconologo moderno Jean Seznec, che osserva come questa “mathématique sacrée”, rinnovata sulla scorta dell’insegnamento pitagorico, giochi nel Medioevo un ruolo fondamentale nel recupero dell’antichità classica, indispensabile a comprendere la portata del Rinascimento, grazie all’integrazione da esso operata tra mitologia antica e sistema scolastico del sapere.In un ampio arco cronologico che racchiude un insieme omogeneo formato da cultura classica e tardoantica, pagana e cristiana, oltrepassando lo snodo cruciale del Medioevo per attingere alla Rinascenza e alla sua eredità, spaziano le letture iconografiche di questo libro, articolate in dodici capitoli. Ciascuna di esse è dedicata a una essenziale ed esemplificativa selezione di opere d’arte (pittorica, scultorea, grafica) accomunate da un’impronta numerica, come rivelazione di un particolare ordine simbolico, immanente e/o trascendente. Arrestandosi sulla soglia dell’evidenza “estetica”, senza oltrepassare i confini dell’interpretazione iconologica e numerologica, più o meno esoterica, tali letture si enucleano sul piano della descrizione e della ricognizione iconografiche, dando tuttavia importanza ai riscontri incrociati e ai riferimenti trasversali tra i vari capitoli. Il risultato può assumere così utilità “istruttiva”, ancorato com’è alle fondamenta dell’iconografia stessa, in cui il numero assume ruolo basilare aggregando attorno a sé, e cadenzando, le più disparate e articolate allegorie che, da esso ordinate e potenziate, traggono, e rivelano, nuovi e più ampi significati. Fernando Rigon, direttore del Museo Biblioteca Archivio di Bassano del Grappa dal 1976 al 1983; dirigente del settore Musei e monumenti civici di Vicenza dal 1983 al 1991. Ha realizzato una quindicina di nuove sezioni espositive in musei d’arte e di storia e organizzato una quarantina di mostre, curandone i relativi cataloghi a stampa.Tra le sue centocinquanta pubblicazioni, i titoli monografici sono: Andrea Palladio (1980); Pittori vicentini minori del ’700 (1981); Gli animali di Jacopo Bassano (1983); Arte di terra vicentina (1983); Il Teatro Olimpico di Vicenza (1988); Le tre Grazie (1998).     Il volume è disponibile presso il bookstore di via Torino 61 a Milano e dal 20 settembre 2006 in tutte le librerie italiane.
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specifiche
Anno di pubblicazione2006
AutoreFernando Rigon
ISBN887624740
EAN9788876247408
Formato15 x 21cm
Pagine384
Illustrazioni a colori19
ArgomentoArte
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