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Enrico Baj. Mobili animati

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Enrico Baj. Mobili animati
Enrico Baj. Mobili animati

descrizione
I “mobili animati”, realizzati tra il 1960 e il 1962, sono dipinti che fanno ricorso a frammenti di legno e di tessuti, di decoro e di rivestimento recuperati da mobili d’epoca.
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La mobilità e l’elasticità, l’aggressività e la felinità di un animale, con il suo corpo striato e sinuoso, sono le qualità che Enrico Baj intendeva dare ai suoi mobili, per farli vivere in una dimensione seducente, quanto mostruosa. I “mobili animati”, realizzati tra il 1960 e il 1962, sono dipinti che fanno ricorso a frammenti di legno e di tessuti, di decoro e di rivestimento recuperati da mobili d’epoca. Nella loro materialità e nel loro stile evocano un gusto borghese, a cui l’artista irride, mentre propongono un oggetto pittorico che, mettendo insieme mediante l’assemblage e il collage, stoffe e maniglie, ebanisterie e pomi, specchi e impiallacciature, diventa una variazione fantastica e gioiosa di fare arte.
All’interno del libro, il momento artistico di Baj viene inquadrato storicamente per anni, dal 1959 al 1962, che sono preceduti da un’ampia raccolta di documenti, che evidenzia la vivacità dell’ambiente culturale di quel periodo. Muovendosi tra Milano e Parigi, conosce infatti i grandi maestri del Dadaismo e del Surrealismo, come Marcel Duchamp, André Breton e Max Ernst, ma anche gli artisti della generazione a lui contemporanea, come Piero Manzoni, Lucio Del Pezzo, Asger Jorn, Yves Klein e Bill Copley. Si confronta con movimenti internazionali quali il New Dada americano e il Nouveau Rèalisme francese, con i quali condivide l’uso del collage e dell’assemblage nonchè il largo impiego di oggetti prelevati dal contesto urbano. Risulta inoltre costante la frequentazione di poeti come Andrè Pieyre de Mandiargues,  Octavio Paz, Nanni Balestrini, Edoardo Sanguineti e Antonio Porta, che hanno lasciato preziosi contributi critici, che arrichiscono la lettura della serie dei “Mobili” e dei “Personaggi”, rendendoli un momento estremamente significante della storia dell’arte moderna e contemporanea.
Germano Celant è dal 1989 Senior Curator per l'arte contemporanea del Solomon R. Guggenheim Museum, New York e dal 1995 Direttore artistico della Fondazione Prada, Milano. Conosciuto internazionalmente per la sua teorizzazione dell'Arte povera, nel 1987 ha ricevuto, dalla College Art Association of America, il Frank Jewett Mather Award, massimo premio statunitense per la critica d'arte. Nel 2004 l’Università di Genova gli ha conferito la laurea honoris causa in Architettura. Nel 1997 è stato curatore della XLVII Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia. Nel 2004 è stato Supervisore artistico per Genova 2004, Capitale Europea della Cultura, nel cui ambito ha curato la mostra Arti&Architettura, 1900-2000. Dal 2007 è Direttore della Fondazione Aldo Rossi, Milano. Dal 1977 è contributing editor di “Artforum” e dal 1991 di “Interview”, New York; dall'ottobre 1999 collabora per il settimanale “L'Espresso”, Roma.


Milano, Fondazione Marconi
27 maggio – 24 luglio 2009
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Anno di pubblicazione2009
AutoreGermano Celant, Roberta Baj Cerini
LinguaBilingue Italiano Inglese
ISBN885720250
EAN9788857202501
Formato24 x 28cm
Pagine264
Illustrazioni a colori118
ArgomentoArte
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