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Giotto e il Trecento

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Giotto e il Trecento
Giotto e il Trecento

“Il più Sovrano Maestro stato in dipintura”

descrizione
Artista-simbolo dell'intero Medioevo, Giotto conobbe particolare e vastissima fama anche presso i propri contemporanei, come testimoniano le numerosissime citazioni e trattazioni che lo riguardano, presenti in fonti letterarie e documentarie sin dai primi decenni del Trecento. 
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La sua personalità artistica fu unanimemente riconosciuta, già dagli intellettuali del tempo, come momento di snodo della cultura pittorica occidentale, in un'ottica anticipatrice dei valori formali, ma anche ideali, del Rinascimento. Giotto può essere a tutti gli effetti considerato il primo pittore “italiano”, in parallelo con il ruolo svolto da Dante Alighieri nella formazione della nuova lingua nazionale.

Il nucleo davvero originale dei volumi è la dettagliata ricostruzione dei percorsi giotteschi e della svolta impressa dalle sue opere alle tradizioni e alle scuole pittoriche dei luoghi dove il Maestro lasciò le proprie opere; opere, in qualche caso completamente scomparse, ma idealmente ricostruibili non solo attraverso le fonti scritte, ma, soprattutto, grazie agli echi che se ne riscontrano nella pittura dei maestri locali. Tra questi spiccano Cimabue, Simone Martini, Pietro Lorenzetti, gli scultori  Arnolfo di Cambio, Tino di Camaino, Giovanni Pisano, Giovanni di Balduccio, gli orafi Guccio di Mannaia, Andrea Pucci Sardi, tra i miniatori Cristoforo Orimina e il Maestro del Codice di San Giorgio, uno dei più raffinati e colti interpreti della lezione giottesca.

L’influsso di Giotto non può essere limitato alla sfera pittorica, ma va esteso a tutte le sfere dell’arte. Ampio spazio viene dato quindi al settore delle arti suntuarie (particolarmente oreficerie e manoscritti miniati), che erano all’epoca il più diffuso tramite per la circolazione di temi stilistici e iconografici e sulle quali la pittura giottesca incise in modo diretto e rilevante. La sezione dedicata alla scultura, poi, documenta sia l’importanza della lezione di Nicola Pisano e Arnolfo di Cambio per la formazione di Giotto, sia la svolta impressa da quest’ultimo alla plastica medievale sviluppando i temi spaziali e di naturalismo già presenti nelle opere arnolfiane e poi sviluppate da altri grandissimi maestri, quali Giovanni Pisano, Tino di Camaino,  Giovanni di Balduccio e Andrea Pisano.

Il volume dei saggi comprende testi di: Alessandro Tomei, Michael Viktor Schwarz, Enrica Neri Lusanna, Hans Belting, Angelo Tartuferi, Herbert L. Kessler, Francesca Flores d’Arcais, Giuliano Pisani, Anne Derbes, Mark Santona, Davide Banzato, Antonio Paolucci, Alessandro Volpe, Stefania Paone, Corrad Bologna, Messimo Medica, Carla Travi, Gaetano Curzi, Francesca Manzari, Francesca Pomarici, Maddimo Miglio, Tymothy Verdon, Rosa Alcoy, Giuseppe Basile, Marco Ciatti, Francesco Gandolfo, Franco Ghigne, Luciano Bellosi, Arturo Carlo Quintavalle.

 

Roma, Complesso del Vittoriano

6 marzo – 29 giugno 2009
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specifiche
Anno di pubblicazione2009
ISBN885720117
EAN9788857201177
Formato24 x 28cm
Pagine848
Illustrazioni a colori431
ArgomentoArte
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