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La morte di Raffaello Storia di un dipinto di Felice Schiavoni

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La morte di Raffaello Storia di un dipinto di Felice Schiavoni
La morte di Raffaello Storia di un dipinto di Felice Schiavoni

descrizione
a cura di Larisa V. Bardovskaja
con la collaborazione di Daniela Sogliani
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Pubblicato in occasione dell’esposizione mantovana a 150 dal rientro in Italia dell’opera, il volume presenta per la prima volta la tela restaurata La morte di Raffaellodi Felice Schiavoni(1803-1881) proveniente dal Museo Tsarskoe Selò della città di Pushkin (San Pietroburgo). Il meticoloso lavoro di restauro, effettuato da specialisti russi per volontà dell’istituzione mantovana, coincide con la ricorrenza di una data significativa: commissionata da parte del futuro Imperatore di tutte le Russie Alessandro II (1818-1881) nel 1841, l’opera viene conclusa nel 1859, anno in cui viene spedita a San Pietroburgo e subito collocata nel Palazzo di Caterina, residenza estiva degli zar.
Formatosi nella bottega del padre Natale, già al servizio della casa regnante russa e di altre Corti, Felice Schiavoni – conosciuto come il “Raffaello veneziano” – nel 1860 viene nominato cavaliere e membro dell’ordine di San Stanislao di III classe dall’imperatore russo Alessandro II. Nel monumentale dipinto La morte di Raffaello (che ha richiesto all’artista una dedizione di vent’anni durante i quali sono stati effettuati numerosi ritocchi) viene raffigurata la desolazione nello studio di Raffaello al momento della sua morte. Schiavoni ritrae un gruppo di sedici personaggi, raccolti in stato di contrizione e attesa, nell’anticamera della stanza da letto del Maestro. Tra questi figurano i suoi fedeli allievi Giulio Romano e Perino del Vaga, e altre figure emblematiche della cultura dell’epoca come il Cardinal Bembo, Baldassarre Castiglione, Ariosto, Michelangelo e Benvenuto Cellini.
La curatrice del volume Larisa Bardovskaya ha ricostruito l’affascinante storia dell’opera, per la prima volta visibile in Italia. Schiavoni infatti spedisce l’opera in Russia e da quel momento se ne sono perse le tracce. Il dipinto è più volte citato dalla storiografia artistica del periodo, alla quale si è fatto riferimento fino ai giorni nostri.
Il soggetto del quadro rientra appieno nel mito ottocentesco di Raffaello, dato dal ricorrere di alcuni temi che fanno del Maestro un modello sia come artista, sia come uomo in relazione al prestigio e alla posizione sociale che seppe raggiungere. Numerosi e noti sono gli esempi di pittura che ci restituiscono un’immagine idealizzata di Raffello, tra questi il celebre Raffaello e la Fornarina eseguito da Ingres, di cui è conosciuta la versione ora al Fogg Art Museum di Cambridge.
 
Mantova, Palazzo Te
11 ottobre 2009 – 10 gennaio 2010
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specifiche
Anno di pubblicazione2009
LinguaItaliana
ISBN885720429
EAN9788857204291
Formato24 x 28cm
Pagine64
RilegaturaBrossura
Illustrazioni a colori20
ArgomentoArte
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