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La notte tu mi fai impazzire

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La notte tu mi fai impazzire
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Gesta erotiche di Agostino Tassi, pittore

descrizione
“È un cinghiale, Agostino. La lussuria lo rende sfrontato. Non è proprio roseo per essere un maiale ed è, infatti, scuro, barbuto, vigoroso. Non è bello, ma accende le femmine. Ha dita di farfalla nella sua meticolosità pittorica. E così nelle manovre sui capezzoli delle tante donne a lui prone.
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Nelle manovre di carne è altrettanto puntiglioso come sulla tela con i colori. E le strapazza tutte, le femmine: maneggiandole, impastandole, mescolandone gli umori nella tavolozza dell’osceno più che compiuto.
Ed è ispido, Agostino. Tagliente, se non di zanne al muso, lo è certo di pugnale.
È il 13 marzo del 1599 – notte fonda – quando lo sbirrame pontificio se lo beve e lo trascina nelle segrete di Corte Savella.
È colto in flagrante sulle sponde del Tevere.
Ha appena sfondato di pugni il setto nasale, la mandibola e l’arcata dentaria di Lurbizia, una puttana dell’Ortaccio di Ripetta.”
Pittore già affermato, nel 1611 Agostino Tassi inizia con l’amico Orazio Gentileschi a decorare il Casino delle Muse a Roma. Un anno dopo Orazio gli intenta un processo per avere abusato di sua figlia Artemisia, anch’essa pittrice di talento. Il processo si trasforma in uno dei più clamorosi eventi dell’epoca, suscitando innumerevoli dicerie che diffamano di volta in volta Artemisia, Agostino e lo stesso Orazio. Ma chi era davvero Agostino Tassi, il celebre “stupratore” di Artemisia Gentileschi?
Con il suo stile lirico e appassionato, Pietrangelo Buttafuoco ci accompagna nei vicoli fetidi e violenti di Tassi, “nel cui sguardo vive il ricordo di galere e di fughe dalla Toscana, attraverso la Roma degli assassini, dei ladri e degli impostori… Non ha ancora sulla coscienza un morto ma di ogni nefandezza, come tradire la fiducia dell’amico forzandone la figlia, ne fa blasone… I piedi sporchi dei santi ritratti dai suoi coevi in lui si trasfigurano in rughe inquietanti scavate sul respiro della notte”.
Pietrangelo Buttafuoco è giornalista e scrittore. Tra le sue opere ricordiamo Le uova del drago (Mondadori, 2005, finalista al Premio Campiello 2006, riedito da La Nave di Teseo, 2016), Il Lupo e la Luna (Bompiani, 2011), I cinque funerali della signora Göring (Mondadori, 2014).
Il suo ultimo libro è Il mio Leo Longanesi (2016), un’antologia di aforismi, epigrammi e racconti.
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specifiche
Anno di pubblicazione2016
LinguaItaliana
ISBN885723373
EAN9788857233734
Formato14 x 21cm
Pagine112
RilegaturaBrossura
ArgomentoNarrativa
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