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TAMARA LEMPICKA

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TAMARA LEMPICKA
TAMARA LEMPICKA

La regina del moderno

descrizione
Il mondo sofisticato della moda, quello che compare su “Femina”, “L’Illustration des modes” e “L’Officiel de la couture et de la mode de Paris”.
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Il mondo in bianco e nero delle fotografie di Kertész, Laure Albin-Guillot, Berenice Abbott, Tina Modotti e Dora Maar. Il mondo della grafica pubblicitaria, francese e tedesca, che veicola la donna del futuro, una moderna dea che fuma, fa gare automobilistiche, gestisce gli affari, agisce anche con spregiudicatezza. Il mondo del cinema, delle riviste “Cinéa” e “Hebdo-Film”: quello muto dai gesti esasperati, gli occhi sgranati verso il cielo di Maria Falconetti, e quello patinato di Marlene Dietrich e Greta Garbo e Louise Brooks, bionde platino o dal caschetto à la garçonne, prime interpreti di scene lesbo. Il mondo della città del futuro, quello delle Torri di Babele americane, e quello dei modernisti francesi, di Bob Mallet-Stevens e Adrienne Gorska e Pierre de Montaut.
La Lempicka entra in tutti i settori della vita moderna e appone ovunque la sua chiosa.
Prende dal cinema, ma fa anche il cinema: nei documenti filmici che sono rimasti – uno amatoriale, che la vede in giro per Parigi con l’amica Ira Perrot, l’altro un film d’attualità girato nella sua casa-studio, Un bel atelier moderne del 1932 – si muove spigliata e padrona della scena. Prende dalla fotografia, ma si mette anche davanti all’obiettivo: le foto di Lartigue, Madame d’Ora, Joffé, Camuzzi restituiscono i gesti della bella polacca che evocano la Garbo di Romance e Grand Hotel. Prende dalla moda, ma fa anche la moda: disegna per qualche rivista specializzata, presta il proprio nome e la propria figura per qualche stilista amico – Lelong e Rochas e Descat –, disegna i cappelli che indossa. Prende dall’architettura, ma fa anche dell’architettura della sua casa un veicolo di immagine che approda sulle riviste di mezzo mondo. Prende dalla grafica, ma fa anche grafica: e le sue copertine per “Die Dame” e “Swiat” viaggiano dalla Germania alla Polonia. Prende dal Gran Libro della storia dell’arte, ma fa anche la Storia dell’arte, divenendo l’icona internazionale dell’arte degli anni felici e folli, icona del tempo del jazz e di Joséphine Baker.
Tutto si confonde nell’universo caleidoscopico di Tamara de Lempicka, in quella frenesia creativa che risponde a sollecitazioni incalzanti, che intercetta ogni piccolo segnale di modernità, in una commistione esplosiva che l’artista riesce a filtrare e a disporre sui quadri in modo armonico, equilibrato, incisivo e personale.
 
Roma, Complesso del Vittoriano
11 marzo – 10 luglio 2011
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specifiche
Anno di pubblicazione2011
LinguaItaliana
ISBN885721027
EAN9788857210278
Formato31 x 21cm
Pagine392
RilegaturaBrossura
Illustrazioni a colori485
ArgomentoArte
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