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Vincenzo Castella

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Vincenzo Castella
Vincenzo Castella

Torino lab 2001–2011. Featuring Peter Fend e Lorenzo Morri

descrizione
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La prima serie di fotografie su Torino fa parte della collezione di Massimo Prelz Oltramonti, che nel 2000 e nel 2002 ha invitato Vincenzo Castella nel capoluogo piemontese per la realizzazione di un progetto dedicato alla sua città.
La seconda serie di fotografie è stata realizzata da Vincenzo Castella nel 2011 per il progetto “Piemonte. Una definizione fotografica” di Agarttha Arte, curato da Adele Re Rebaudengo.
I lavori presentati di Peter Fend Energia Idroelettrica di Torino: Bacini e Ruota e le Mappe su Carta di Lorenzo Morri rappresentano un omaggio a Torino all’interno del progetto “‘Torino Lab’. La città come forma di laboratorio permanente” di Agarttha Arte.

Vincenzo Castella, nato a Napoli nel 1952, vive attualmente a Milano.
Inizia a fotografare nel 1975; tra il 1975 e il 1982 conclude Geografia Privata, fotografie a colori di interni domestici. Nel 1976, 1978 e 1980 è negli Stati Uniti, dove realizza il progetto Hammie Nixon’s People, biografia semi-immaginaria di cantanti di blues, dedicato agli afroamericani, alla loro vita e all’architettura delle città del sud (fotografie e film 16 mm).
Dal 1980 espone i suoi lavori in Europa e negli Stati Uniti. Dal 1998 inizia la serie fotografica sugli edifici delle città europee. Le sue fotografie appaiono sempre più anarrative: realizza vere e proprie ipotesi di attraversamento visivo della complessità del tessuto e dell’intreccio delle città, producendo grandi stampe a colori da film di grande e grandissimo formato. La ricerca è sulla distanza e la dislocazione.
Di questa linea di lavoro fanno parte immagini di città italiane ed europee come Napoli, Milano, Torino, Rouen, Caen, Le Havre, Helsinki e Berlino e immagini di territori e siti come Ramallah e Gerusalemme.
Dal 2006 Castella realizza istallazioni tratte da negativi fotografici di grande formato, come Cronache da Milano, lavoro presentato ad Art 40 Basel 2009 / Art Unlimited. Sembrano di catturare i movimenti di una macchina da ripresa virtuale ; infatti restituiscono una lettura articolata della fotografia e delle relazioni, nella vita nella città, tra quello che si vede e quello che non si vede. Lontano da qualunque forma di evoluzione dello stile, il suo lavoro è legato invece alla riduzione sistematica del repertorio e alla sintesi del linguaggio.
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specifiche
Anno di pubblicazione2011
ISBN885721283
EAN9788857212838
Formato25 x 30cm
Pagine84
Illustrazioni a colori35
ArgomentoFotografia
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