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Art Box Hiroshige

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Art Box Hiroshige
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Le riproduzioni delle più celebri stampe del maestro giapponese (1797-1858),riunite in uno speciale cofanetto.
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Hiroshige aveva 15 anni quando decise di entrare nello studio del maestro Utagawa Toyohiro (1773-1828) per imparare l’arte dell’ukiyoe, il filone artistico noto come “immagini del Mondo Fluttuante” che si sviluppò a partire dall’inizio del Seicento e fino a tutto l’Ottocento come espressione dei nuovi gusti della emergente classe cittadina (cho¯nin), in un’epoca in cui il Giappone era governato dalla classe samuraica con lo sho¯gun a capo del territorio diviso in oltre duecentosessanta feudi. Fu allora che Hiroshige adottò il secondo carattere del nome del suo maestro aggiungendovi poi il nome d’arte Ichiyu¯sai, con cui debuttò come artista.
Riconosciuto come il “maestro della pioggia e della neve”, per la levità delle sue rappresentazioni e per la capacità di convogliare in esse una sensazione quasi tattile del paesaggio, Hiroshige è uno degli artisti che più ispirarono impressionisti e post-impressionisti quando le sue stampe policrome giunsero in Europa, contribuendo all’ampio fenomeno del giapponismo.
La vastità della sua produzione che comprende silografie, in fogli sciolti, trittici, su ventaglio e in serie multiple, ma anche dipinti su rotolo da appendere, la capacità di rispondere alla richiesta del grande mercato di riproduzioni di località celebri (meisho) e alla moda, ma anche l’abilità dell’artista di sperimentare nuove tecniche compositive sulla base delle tecnologie, soprattutto ottiche, provenienti da Occidente che permettevano di reinterpretare quegli stessi luoghi con uno sguardo nuovo, lo resero uno degli artisti celebri della prima metà dell’Ottocento a Edo (l’attuale Tokyo). Al punto che il feudo di Tendo¯, corrispondente all’area di Yamagata nel nord del Giappone, gli commissionò verso la fine degli anni quaranta dell’Ottocento oltre duecento dipinti.
Il sentimento di riverenza e amore per la natura si legge nell’armonia dei suoi paesaggi e nelle infinite sfumature di nebbie, piogge e nevi, nei mutamenti stagionali, nella presenza umana vivace ma ridotta rispetto al respiro della scena. Allo stesso tempo la modernità delle composizioni asimmetriche, che accostano vedute a volo d’uccello ad azzardati close-up quasi fotografici, è l'elemento che gli fece ottenere un successo pari al maestro Hokusai di trent’anni più anziano e gli valse l’attenzione e la ripresa diretta da parte di celebri artisti occidentali come Monet, Toulouse-Lautrece Van Gogh. Quest’ultimo copiò a olio su tela due silografie verticali – il primo piano di un ramo di susino nel giardino di Kameido e una veduta del ponte Ohashi sotto un acquazzone improvviso – parte della serie Cento vedute di luoghi celebri di Edo(Meisho Edo hyakkei), che rappresentò il capolavoro assoluto che chiuse la carriera di Hiroshige. Un investimento importante per l’editore Sakanaya Eikichi che aveva concepito l’opera in cento stampe, uscite da febbraio 1856 ma che, dato il successo, arrivò a produrne ben centodiciotto, purtroppo interrotte dalla morte di Hiroshige nel 1858 a causa di un’epidemia di colera.
Nelle Cento vedute il formato verticale esalta l’assoluta novità compositiva che Hiroshige realizza con un primissimo piano esagerato, un’inquadratura ravvicinata di un elemento del paesaggio, che viene ingigantito, quasi in un close-up fotografico, rispetto allo sfondo di dimensioni molto più contenute, con effetto spiazzante: un ramo di pino arrotolato che diventa un obbiettivo di una fotocamera o la V formata dai rami di un acero che abbracciano il paesaggio in lontananza, una gru con le ali spiegate che plana quasi coprendo l’intero cielo, dei fiori di iris di dimensioni enormi che appaiono ai nostri occhi come un paravento attraverso cui sbirciare la distesa verde, o ancora un glicine che scende dall’angolo a sinistra inquadrando il bellissimo ponte a tamburo del santuario Tenjin. Sono immagini potenti e inquadrature ardite che portarono al massimo la qualità del lavoro di Hiroshige già confermato nelle altre vedute di Edo o To¯to, la Capitale Orientale (l’attuale Tokyo), che cominciò a trattare per la prima volta tra il 1831 e il 1832 in una serie di dieci fogli dal titolo Luoghi celebri della Capitale Orientale (To¯tomeisho), pubblicati dall’editore Sho¯eido¯ mentre Hokusai lavorava alle sue Trentasei vedute del monte Fuji. Fu questo il vero debutto sul mercato di Hiroshige, che cambiò il suo nome da Ichiyu¯sai a Ichiryu¯sai e ottenne l’attenzione del pubblico e degli editori, continuando a produrre una decina di serie silografiche dedicate allo stesso soggetto di Edo e ai suoi luoghi celebri. Nel 1858 sperimentò il potenziale del formato verticale e della tecnica del close-up anche nella serie Trentasei vedute del Fuji(Fuji sanju¯rokkei), che riproponeva le località già rese celebri da Hokusai nel formato orizzontale, facendo l’eco alla “Grande Onda” nella veduta del mare di Satta, dove la schiuma bianca si alza sul lato destro come un ricamo, arricciandosi e frangendosi in piccoli pivieri che volano verso il Fuji, mentre sulla sinistra si protendono similmente dal pendio i rami dei pini frastagliati.
Composizione altrettanto vibrante e d’impatto è la veduta di Awa. I gorghi di Naruto (Awa. Naruto no fu¯ha) appartenente alla serie Illustrazioni di luoghi celebri delle sessanta e oltre province (Rokuju¯yoshu¯ meisho zue) uscita nel 1853. Anche qui il bianco della schiuma dei gorghi che si avvitano in primissimo piano crea un gioco di linee che accompagnano via via, per sovrapposizione, la grande onda sulla sinistra, che di nuovo si frange in uno stormo di bianchi pivieri.
Un’impostazione grafica innovativa, frutto dell’osservazione dal vero e di schizzi tracciati in loco durante i suoi viaggi o sulla base delle descrizioni delle guide di viaggio, ma che unisce anche espedienti pittorici come la classica veduta a volo d’uccello e quella frontale, l’asimmetria di pieni e vuoti, la selezione di un elemento in primissimo piano che rende l’immagine simile a un’istantanea, un’anticipazione della fotografia che proprio in quei decenni arrivava in Giappone.
Rossella Menegazzo


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details
Year2018
LanguageItalian
ISBN885723880
EAN9788857238807
Dimensions27 x 35cm
BindingArt Box
ArgumentArt
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