Intervista a Tiziana Ferrari

"Ogni codardo può combattere una battaglia quando è sicuri di vincere;
ma datemi l'uomo che si è messo a combattere quando era sicuro di perdere."
George Eliot

L'arte nelle Istituzioni - Opere ritrovate nei palazzi del potere

Gentile Tiziana Ferrari, di cosa parla il suo libro “L’arte nelle Istituzioni”?

Parla di arte, di meritocrazia e di burocrazia.

La sua esperienza l’ha portata a curare e collezioni d’arte presso la presidenza del Senato dove ha fatto importanti ritrovamenti e nuove attribuzioni: dal caos all’ordine. Come ci è riuscita?

Esperienza, determinazione e fortuna. Sono stata fortunata a incontrare interlocutori che hanno percepito subito il valore del progetto. Nessuno immaginava, tantomeno io, che non esistesse un archivio scientifico delle opere d’arte in Senato. Questo aspetto mi ha permesso di attivarmi subito con le Soprintendenza e i loro conservatori per fare un censimento scientifico delle opere catalogate dall’amministrazione. Da funzionario ho cercato di attenermi al dettato costituzionale (articolo 54), che prevede di servire lo Stato “con disciplina e onore”. Sapevo in quali rischi sarei probabilmente incappata, ma ho sempre sentito in me l’esigenza di “fare la cosa giusta”.

L'Arte nelle Istituzioni
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Ritiene che questa esperienza in un ambito “ristretto” possa diventare paradigma su un livello nazionale?

Non ho la pretesa di essere un modello, ma di aiutare a non dimenticare e non disperdere un importante spaccato dell’arte celato nei Palazzi (che si vorrebbero trasparenti) delle Istituzioni. Le idee certo non mancano, tra gli operatori del settore; il vero problema è avere il coraggio di andare fino in fondo, di portare avanti i progetti virtuosi anche se il prezzo da pagare può essere alto e non tutti possono permetterselo. Citando papa Francesco in una recente intervista, “peccatori sì ma corrotti no!”. Spero che la mia esperienza serva a stimolare le coscienze di molti funzionari della pubblica amministrazione, impegnati a combattere quelle “frange deviate” che vanificano le idee e gli sforzi di coloro che, all’interno della stessa amministrazione, operano davvero a beneficio della res publica.

Cosa dovrebbe fare lo Stato per una valorizzazione più matura e contemporanea del bene artistico?

La priorità, a mio parere, dovrebbe essere investire nella formazione e selezione dei funzionari e nel controllo del loro effettivo, reale lavoro: altrimenti continueremo a trovarci con censimenti approssimativi di grandi raccolte dei palazzi istituzionali, e con dipinti sostituiti, dispersi, erroneamente attribuiti, con conseguente perdita di valore del patrimonio pubblico. In sostanza, le leggi ci sono; si tratterebbe, finalmente, di farle applicare.

Chi è il suo lettore ideale?

Il libro è stato pensato per un pubblico ampio; spero che possa incontrare l’interesse di chi ama l’arte e la storia, e soprattutto di chi ha a cuore il futuro del nostro Paese e vorrebbe vederlo finalmente libero dai gangli della cattiva amministrazione.

 

Ritiene che il potere sia un nemico o un alleato dell’arte?

Il rapporto tra potere e arte è sempre stato complesso e conflittuale, ma ritengo che in fondo il potere più grande sia nelle mani dell’artista. L’arte, se è vera arte, trova sempre un modo di manifestare la propria libertà anche in mezzo alle restrizioni, ai vincoli che un sovrano o un papa o uno Stato tenta di imporle. È il potere politico che ha bisogno dell’arte; l’arte ha bisogno solo di sé stessa.

Tiziana Ferrari, cittadina italiana e svizzera, ha vissuto per molti anni negli Stati Uniti e in Canada. Critica dell’arte e giornalista, è studiosa dei fenomeni artistici e sociali ed esperta in valorizzazione del patrimonio culturale. 

È stata la prima curatrice delle opere d’arte del Senato della Repubblica italiana. Ha effettuato il primo censimento scientifico su una raccolta d’arte nei palazzi delle Istituzioni, il suo lavoro ha portato alla luce importanti scoperte d’arte. 

Tra le pubblicazioni a sua cura ricordiamo: Dipinti dal Quattrocento al Settecento nelle raccolte d’arte del Senato (Milano 2010), La Fiera di Milano: lavoro e società nei manifesti storici 1920-1990 (Milano 2011), I Solimena di Palazzo Madama (Milano 2014).




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