SUPERBAROCCO La grande mostra a Roma

SUPERBAROCCO Arte a Genova da Rubens a Magnasco

Un viaggio alla scoperta dell'arte genovese del Sei-Settecento e di quella che rappresenta non soltanto un’importante scuola pittorica, ma una raffinata e poliedrica civiltà artistica

Premessa
di
Jonathan Bober, Piero Boccardo, Franco Boggero

Il Barocco a Genova non va visto solo come fase di sviluppo di una scuola regionale o come declinazione locale di un più ampio stile europeo. Diverso da quello di qualsiasi altra tradizione artistica italiana di comparabile grandezza e vitalità – Bologna, Napoli, Torino, e Roma soprattutto –, rappresenta per la città un periodo di produzione artistica di altissima qualità e di non breve durata, estendendosi per circa un secolo e mezzo, ovvero dalle prime visite alla Superba di Pieter Paul Rubens, nei primi anni del Seicento, alla morte di Alessandro Magnasco (1749) e alla fondazione della prima ufficiale accademia d’arte cittadina (1751).

Superbarocco
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Giovanni Benedetto Castiglione, detto il Grechetto, Sacrificio a Pan, 1640 circa
Il Barocco a Genova è del tutto peculiare. Non si tratta infatti di un fenomeno unitario, in quanto si articola in diverse correnti parallele, delle quali nessuna prevalente o ufficiale

Questo anche perché il regime stesso dello Stato repubblicano a impedire l’affermazione di un gusto predominante tipico di una corte. In tale pluralità di tendenze sono compresi gli apporti di artisti d’oltralpe o di altri centri italiani, la forte emergenza di Antoon van Dyck, la pittura di genere nei suoi diversi accenti, un fluente naturalismo esercitato soprattutto dai pittori locali; e ancora, la visione potente e persistente di Valerio Castello e quella ancor più singolare, ma poco ascoltata, di Gregorio De Ferrari, che apparirebbero eccentriche in qualsiasi altro contesto; nonché la declinazione di un classicismo che, quando finalmente si afferma, si fa in breve decorativo.

Valerio Castello Diana e Atteone con Pan e Siringa, 1650 – 1655

Gli studi sul Barocco genovese sono stati condotti da numerosi studiosi, e prevalentemente in ambito locale, con una ricca serie di contributi che hanno riguardato l’intera sua evoluzione, le sue componenti iconografiche, quelle legate alla committenza e al collezionismo, come pure singoli monumenti e singoli protagonisti.

Bernardo Strozzi La cuoca, 1625 circa olio su tela © Musei di Strada Nuova- Palazzo Rosso
Alle Scuderie del Quirinale il progetto di mostra trova finalmente piena e concreta realizzazione. Anche per questa edizione il primo criterio è stato quello della rappresentatività.

Il catalogo offre, attraverso i suoi tre livelli – i saggi volti a inquadrare e interpretare l’intera vicenda, le introduzioni alle sezioni dedicate ai temi principali e ad alcuni protagonisti, e le singole schede –, una sostanziosa sintesi degli studi sul Barocco genovese, con il fine dichiarato di stimolare approfondimenti e ricerche a livello internazionale. Ma un obiettivo non meno ambizioso   quello di far apprezzare al più vasto pubblico dei visitatori della mostra il grande fascino e le sorprendenti peculiarità della produzione artistica della Superba.

SUPERBAROCCO. ARTE A GENOVA
DA RUBENS A MAGNASCO
ROMA SCUDERIE DEL QUIRINALE
26 MARZO-3 LUGLIO 2022



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